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Furti a Roma: le zone più a rischio, gli orari e come difendersi davvero

  • Assytel
  • 6 lug
  • Tempo di lettura: 6 min
Porta di appartamento con serratura forzata, simbolo del rischio furti in abitazione a Roma

Torni a casa, la porta è aperta — ma non l'hai lasciata tu così.

È successo in via Tiburtina, in zona Prati, a Ostia. Succede più spesso di quanto i giornali raccontino, e più vicino a casa tua di quanto pensi. A Roma, i furti in abitazione non sono una notizia occasionale: sono una costante, con picchi precisi, zone più esposte e orari in cui i ladri sanno che le case sono vuote.

In questo articolo vediamo dove avvengono, quando, e — soprattutto — cosa si può fare oggi per non essere il prossimo.


I numeri dei furti a Roma: situazione attuale


Quando si parla di furti in abitazione, Roma non è una città come le altre, ma è la prima in Italia per numero assoluto di episodi — non per incidenza sulla popolazione, non per trend in crescita, ma per volume reale di casi.


Nel 2024 il Comune ha registrato 8.699 furti in casa.

È il dato più alto tra tutti i capoluoghi italiani, confermato dal Ministero dell'Interno e dall'Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure.


Se si allarga lo sguardo all'intera Città metropolitana — che comprende i comuni della provincia oltre al Comune stesso — si arriva a 12.537 episodi in un solo anno. Un numero che rappresenta quasi il 9% di tutti i furti in abitazione registrati sull'intero territorio nazionale. In altre parole, quasi uno su dieci furti in casa commessi in Italia avviene nell'area di Roma.


Il contesto nazionale aiuta a capire la portata del fenomeno.

Nel 2024 in Italia sono stati denunciati oltre 155.000 furti in abitazione, con un aumento del 5,4% rispetto all'anno precedente — una crescita che va avanti ininterrotta da quattro anni, da quando la fine delle restrizioni pandemiche ha svuotato di nuovo le case durante il giorno.


I dati del 2025 hanno mostrato un primo segnale di calo, ma il volume resta significativo e Roma mantiene il suo primato negativo.

C'è però un dato che più di tutti restituisce la dimensione umana del problema: secondo il quarto Rapporto Censis-Verisure, quasi 14 milioni e mezzo di italiani — il 28,6% della popolazione — hanno subito almeno un furto in casa nel corso della propria vita. Non è una statistica astratta, è quasi uno su tre. Probabilmente qualcuno che conosci.


Le zone di Roma più colpite


Roma non è una città uniforme, e nemmeno il rischio lo è. I quartieri più colpiti, secondo i dati della Questura riportati da Il Messaggero, sono Torpignattara, Le Case del Vescovio e Ponte Milvio, seguiti da Appio, Spinaceto e Fidene. Zone diverse per reddito, densità abitativa e tipologia di case — il che dice una cosa importante: i ladri non cercano solo i quartieri ricchi. Cercano le opportunità.


Perché allora anche i Parioli finiscono nella lista? Nelle zone più benestanti della città, i ladri sanno in anticipo che il valore della refurtiva sarà alto se il colpo va a segno. Il criterio cambia, il risultato no.


Dal punto di vista della tipologia abitativa, le abitazioni più esposte sono quelle al piano terra, con accessi multipli o affacciate su spazi comuni poco sorvegliati. Le ville isolate e le seconde case rappresentano un bersaglio diverso ma altrettanto frequente: immobili spesso vuoti per lunghi periodi, lontani dai vicini, difficili da monitorare.


Il Lazio si conferma per il terzo anno consecutivo all'ultimo posto dell'Indice regionale della Sicurezza Domestica elaborato da Censis-Verisure — un indicatore che combina dati reali e percezione del rischio. Non è una classifica in cui si vuole primeggiare.


Quando avvengono i furti: orari e stagioni


C'è un'idea diffusa che i ladri agiscano di notte, nell'oscurità, mentre tutti dormono. I dati raccontano una storia diversa.


I ladri agiscono soprattutto di pomeriggio: il 31,7% dei furti denunciati è avvenuto tra le 14 e le 20, mentre il 20% si è svolto di mattina, tra le 7 e le 14. Meno frequenti le incursioni notturne: i malviventi preferiscono agire in prossimità delle ore serali, ma non troppo tardi per non rischiare di trovare qualcuno in casa. Il 72,6% delle vittime dichiara che al momento del furto l'abitazione era vuota.


Il pomeriggio feriale è quindi la finestra più rischiosa — non la notte. È quando le case sono vuote, la strada è animata e nessuno si insospettisce.


Sul fronte stagionale, il rischio si distribuisce su tutto l'anno con due picchi distinti: in autunno e in inverno, quando fa buio più presto, i furti tendono ad aumentare. Ma anche in estate si registra un picco significativo, con i quartieri residenziali svuotati per settimane e i segnali di assenza visibili dall'esterno. Luglio e agosto rappresentano il picco assoluto: le vacanze estive svuotano interi quartieri e dicembre costituisce il secondo picco dell'anno, quando le case si riempiono di regali.


Gli errori che facilitano i ladri



Via residenziale a Roma con segni di abitazione vuota, fattori che aumentano il rischio di furto

I ladri non scelgono le case a caso. Scelgono quelle che sembrano più facili e spesso ci riescono non perché siano particolarmente abili, ma perché chi ci abita ha commesso qualche errore evitabile — spesso senza nemmeno saperlo.


Il primo e più comune è non simulare la presenza. Una casa con le persiane sempre abbassate, la posta che si accumula nella cassetta, le luci che non si accendono mai la sera: sono segnali leggibili da chiunque osservi il palazzo per qualche giorno. I ladri professionisti fanno sopralluoghi, studiano le abitudini dei residenti, identificano i pattern. Non agiscono d'impulso.


C'è poi il capitolo dei social media, che si intreccia con quello della sicurezza fisica in modo sempre più diretto. Pubblicare foto in aeroporto, stories dal resort, geotag della località di vacanza equivale ad annunciare pubblicamente che la casa è vuota — e per quanto tempo. Un profilo Instagram aperto è una fonte di informazioni accessibile a chiunque, non solo agli amici.


Altrettanto sottovalutato è il tema della deterrenza visiva. L'assenza di cartelli, sensori visibili o telecamere esterne comunica a chi passa che non c'è nessun sistema di protezione. Un ladro davanti a due abitazioni simili sceglierà sempre quella che sembra più esposta.


Infine, ci sono gli errori strutturali: finestre al piano terra prive di protezione, porte con serrature standard non rinforzate, garage che comunicano direttamente con l'interno senza una seconda barriera. Punti di accesso che sembrano ovvi solo dopo che il danno è fatto.


Come proteggersi concretamente

La buona notizia è che la maggior parte dei furti è prevenibile. I ladri cercano opportunità facili e tempi rapidi — qualsiasi ostacolo che alzi il rischio o allunghi i tempi di azione è già un deterrente efficace.


Ci sono alcune misure a basso costo che chiunque può adottare subito: Simulare la presenza con luci temporizzate o radio accesa riduce significativamente l'attrattività della casa. Chiedere a un vicino di fiducia di ritirare la posta durante le assenze è un gesto semplice che elimina uno dei segnali più leggibili. Evitare di pubblicare sui social le date di partenza e rientro — o farlo solo a posteriori — è un'abitudine digitale che costa zero e vale molto.


Sul fronte fisico, rinforzare i punti di accesso più vulnerabili — serrature, finestre al piano terra, porte secondarie — è un investimento contenuto con un impatto reale. Un ladro che incontra resistenza fisica nei primi trenta secondi, nella maggior parte dei casi, rinuncia.


Ma c'è un limite che queste misure da sole non riescono a superare: nessuna di esse prevede una risposta attiva in caso di intrusione. Un allarme autonomo che suona senza che nessuno intervenga è uno strumento parziale. La differenza sostanziale la fa la presenza di una centrale operativa attiva ventiquattro ore su ventiquattro, con personale reale che verifica l'allarme e coordina l'intervento in tempo reale — senza aspettare che qualcuno chiami il 112.


È esattamente questo il modello su cui si basa Verisure, installato anche da Assytel a Roma: non un semplice sistema di rilevazione, ma un ecosistema di protezione con risposta garantita. La deterrenza visiva, i sensori, la verifica fotografica dell'intrusione e l'intervento della Guardia Giurata lavorano insieme — perché la sicurezza, per funzionare davvero, deve essere un sistema non una somma di gadget.


Il sopralluogo gratuito di Assytel


assytel Verisure dealer

Ogni abitazione è diversa.

Diversa per struttura, per posizione, per numero di accessi, per abitudini di chi ci vive. Non esiste un sistema di sicurezza uguale per tutti — e un'analisi fatta a tavolino, senza vedere fisicamente gli spazi, vale poco.


Per questo Assytel offre un sopralluogo gratuito a Roma: un tecnico specializzato visita l'abitazione o l'attività, individua i punti critici, valuta le soluzioni più adatte e fornisce un quadro completo — senza impegno e senza costi.


Non è una visita commerciale. È un'analisi tecnica, condotta da chi installa e gestisce sistemi di sicurezza da oltre vent'anni nel territorio romano. Il risultato è una valutazione di cosa serve davvero, senza sovradimensionare e senza lasciare scoperte le zone più esposte.


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